Unico russo nello staff del Metallurg Magnitogorsk, l’assistant coach Ilya Vorobyov ha giocato per molti anni in Germania (DEL) e in Russia. Conoscevi Mike Keenan?
No, personalmente non lo conoscevo, ma nel 1993-1994, quando Mike ha vinto la Stanley Cup con i New York Rangers, io ero davanti alla tv.
Negli allenamenti a Cortina avete sempre dimostrato una grande sinergia all’interno del vostro gruppo di allenatori.
Sì, è così. Abbiamo veramente una bella squadra e, soprattutto, ci divertiamo molto nello svolgere il nostro lavoro con gli atleti.
Mike Pelino ha raccontato il tuo ruolo fondamentale nel coaching staff: sei l’unico allenatore russo ed è tuo l’onere di tradurre in russo tutte le indicazioni di Keenan ai giocatori che non parlano inglese.
Il ruolo dell’assistant coach è un lavoro a tutto tondo. Ognuno di noi si occupa di vari aspetti dell’allenamento. È vero che, essendo l’unico russo, io traduco le indicazioni in modo che i giocatori che non parlano inglese possano capire alla perfezione tutte le indicazioni di Mike. Ad onor del vero devo ammettere che molti dei ragazzi stanno facendo passi da gigante con l’inglese.
Hai fatto parte del Metallurg Magnitogorsk anche come giocatore e poi hai terminato la tua carriera in DEL. Il tuo ritorno al Magnitogorsk come allenatore fa pensare che il filo sottile tra te e questa società non si sia mai interrotto.
È vero: anche se ho giocato buona parte della mia carriera in Germania, sono tornato in questa società molto volentieri.
Cosa dici dell’emozione di vincere una Gagarin Cup?
È una sensazione straordinaria. Quando mi sono trovato davanti alla tv a guardare i mondiali di calcio ed ho visto vincere la Germania mi sono detto che io quella sensazione la conoscevo bene. È una sensazione difficile da descrivere: riassumiamola semplicemente con la parole “incredibile”.
Guardando alla passata stagione e tenendo conto del mercato estivo quali sono le squadre che si sono rafforzate maggiormente in KHL?
È difficile da dire. Sulla carta ci sono sicuramente un paio di squadre che si sono rafforzate molto, ma alla fine credo che le migliori siano sempre le stesse. Se vuoi un nome potrei dirti gli Avangard Omsk. Per riassumere potrei dire che i valori in campo più o meno si conoscono: ciò che è difficile da pronosticare sono quelle due o tre squadre che ogni anno, man mano che la stagione avanza, si propongono come sorprese del campionato.
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