Il commento di Pennabiancoceleste

Forse ora ci sarà chi vorrà cercare le cause della sconfitta di giovedì in gara 4 studiando i fondi di caffè. Che desista: i motivi stanno tutti sul ghiaccio, con i troppi errori, con le sviste che non hanno lasciato scampo neutralizzando, alla fine, la buona volontà e le fasi di gioco emozionanti dei biancocelesti. Come nella prima parte del terzo drittel con le marcature di Ryan Dingle (la seconda e in penalty killing) e Paul Albers. Una gara penalizzata anche da una panchina ampezzana tragicamente corta contro i Bulldogs piemontesi che sembravano essere ovunque e capaci di blindare i volenterosi sforzi biancocelesti. Sirena sul campo e “sirenate” in tribuna, queste per incoraggiare rumorosamente la remuntada di De Bettin & Co. Ma un JP non in giornata di grazia, un Parise a guardia della gabbia del Valpe che non si faceva sorprendere hanno complicato dannatamente i giochi per i colori di casa. Che però avevano saputo reagire ai due goal iniziali che avrebbero gelato qualsiasi squadra. Ma questo è il Cortina che sulla sua casacca ha 16 titoli nazionali, questa è semifinale scudetto, questa è la gara che può fare la differenza. E si è visto che la voglia di “non arrenderci mai” c’era. Salutata dalle esplosioni di entusiasmo del migliaio di tifosi a sottolineare il successo della rincorsa: quei pareggi ostinatamente ricercati e raggiunti. La speranza di artigliare l’overtime e cercare di bruciare la Valpe e rimettere tutto in gioco. Ma non è solo la generosità a fare la differenza e la staffilata sparata da Di Casmirro ha bruciato invece le aspirazioni ampezzane per gara 4. E ora è tutto maledettamente in salita, anche il recupero di energie dopo che la gara di giovedì all’Olimpico ha spremuto per bene il roster del Cortina.

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