Tomas Bjuhr, allenatore dei portieri del Metallurg Magnitogorsk: hai allenato per quasi tutta la tua carriera in Svezia, poi sei stato un anno nello Spartak Mosca ed ora questa avventura con il Magnitogorsk. È stato un grande cambiamento per te?
Sì, assolutamente. È stato un grande cambiamento per me passare dalla Svezia alla Russia. La stagione a Mosca mi ha aiutato molto da questo punto di vista anche se Mosca è una metropoli e, senza esagerare, mi verrebbe da dire che non è la vera Russia quella che si vive nella capitale. A Magnitogorsk si si vede la vera Russia e devo ammettere che mi piace molto!
Allenare in Svezia e allenare in Russia è molto differente?
Sì, la situazione è molto diversa. Non è semplice per i portieri russi giocare in KHL perché a loro mancano proprio degli allenamenti specifici e dedicati a questo. È per questo che in KHL molte squadre stipulano contratti con portieri stranieri, o con gli allenatori dei portieri che vengono da altre nazioni. Alcune squadre hanno sia il portiere sia il preparatore stranieri. Credo sia una buona cosa per loro l’avere nella KHL persone che si dedicano specificamente alla preparazione dei portieri, perché questa cosa non fa parte al 100% della loro tradizione. Credo che questo sia stato uno dei motivi che giustificano gli insuccessi alle Olimpiadi, per esempio.
Parliamo del portiere titolare del Magnitogorsk: Vasili Koshechkin. Due metri d’altezza per 110 chili. Un portiere veramente enorme dal punto di vista fisico che nella scorsa stagione ha parato col 94%. Cosa ci dici di lui?
La prima cosa che ho fatto quando sono arrivato al Magnitogorsk è stata quella di prendere la mia videocamera e fargli vedere quanto grande sia come portiere. Doveva rendersene conto. Alla luce di questo ho fatto in modo che arretrasse la sua posizione abituale: per semplificare possiamo dire che giocava un po’ come un portiere di calcio stando molto fuori dall’area, senza averne un’effettiva necessità. Grazie alla sua fisicità può tranquillamente stare molto più vicino ai pali e coprire buona parte della porta senza dover uscire. Quando anche lui ha visto i filmati è arretrato, e i risultati si sono visti.
È lui il portiere più talentuoso che hai allenato?
È sempre difficile paragonare il talento dei vari portieri. Quel che è certo è che il talento non gli manca di certo, altrimenti non sarebbe arrivato sino a qui e non avrebbe vinto il premio come miglior portiere della KHL. Diciamo che è assolutamente uno dei più talentuosi che ho potuto allenare.
Sul ghiaccio dell’Olimpico, in questi giorni, si sta allenando un giovane portiere che sembra avere la stoffa per ambire a palcoscenici di tutto rispetto. Ci parli di lui?
Si chiama Ilya Samsonov, ha solo 17 anni e quando ho rivelato ai nostri giocatori la sua età devo ammettere che non ci credevano. Questo ragazzo è veramente dotato ed ha una gran voglia di migliorare: ascolta tutto attentamente, segue tutto quello che gli viene detto o consigliato. Credo di poter dire che se non avrà problemi fisici, la sua carriera è destinata a decollare molto presto. Ha tutte le carte in regola per una carriera di tutto rispetto.
Come sta andando questo training camp a Cortina?
Adoro questo posto: ci dà veramente la carica giusta. Sono certo che anche i nostri giocatori hanno le mie stesse sensazioni anche se per loro la fatica si fa sentire di più anche a causa dell’altitudine. Spero stiano godendo di tutto questo almeno quando lo stiamo facendo noi allenatori.
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