
– Dopo una lunga carriera in NHL lei ha deciso di cambiare e di allenare in KHL. Quali sono le motivazioni di questa decisione?
Avevo voglia di tornare ad allenare di nuovo e sono stato molto fortunato nel ricevere l’interesse di Viktor Rashnikov e di Gennady Ivanovich che mi hanno offerto questa opportunità. Sicuramente, dunque, è stato il desiderio di allenare nuovamente, ma contemporaneamente anche il fatto di provare una nuova esperienza dal punto di vista culturale, il fatto di poter conoscere meglio la cultura russa e la cultura di tutte le altre nazioni che con le loro squadre fanno parte della KHL ha giocato un ruolo fondamentale.
– Torniamo indietro di qualche mese ed andiamo alla finale di KHL che avete giocato contro il Praga. La persona che ha fortemente voluto che voi foste qui in ritiro, Ivano Zanatta, lavorava proprio nella squadra che avete affrontato. Cosa possiamo dire di quella finale?
E’ stata una finale incredibile. Tra l’altro una delle peculiarità di quella finale è stata che non c’era solamente l’hockey ad essere coinvolto trattandosi di una sfida tra Russia e Repubblica Ceca, il che era una cosa difficile da immaginare. Parlando di hockey giocato la sfida è stata entusiasmante. Credo che la KHL possa essere orgogliosa di questa finale. Ovviamente arrivare a giocare “Gara7” in una finale significa vivere delle emozioni molto intense nonostante io abbia una vasta esperienza di finali che vengono decise all’ultima partita. Ciò che ha permesso al Magnitogorsk di vincere per la prima volta la Gagarin Cup è stato il fatto di aver sfruttato al meglio il fattore campo.
– Abbiamo già menzionato la sua lunga esperienza come allenatore in NHL. Quali sono le maggiori differenze tre KHL ed NHL?
La maggiore differenza è la dimensione delle piste ghiacciate. In NHL la dimensione è unica. In KHL abbiamo tre diversi tipi di campi di gioco: abbiamo dei campi con le dimensioni che utilizza la NHL, altri con le dimensioni Olimpiche e poi abbiamo dei campi di gioco (in Croazia, Repubblica Ceca e, prossimamente, anche in Finlandia) che sono degli ibridi tra le due. In questo modo un allenatore si trova costretto a studiare tre tipi di strategie di gioco differenti in base alla squadra contro la quale si andrà a giocare. Quando si gioca contro squadre il cui campo di gioco non è delle dimensioni standard per la NHL, si dispone più spazio per sviluppare il proprio gioco e come allenatore bisogna riuscire ad imparare questa cosa e cercare di insegnarla ai propri giocatori.
– I migliori giocatori dello scorso Campionato sono stati quelli che componevano la sua prima linea: è stato difficile trovare il giusto equilibrio tra loro?
Hanno fatto un grandissimo lavoro per noi l’anno scorso, sono orgoglioso di quanto hanno fatto. Specialmente in alcuni momenti all’inizio della stagione in cui, a causa degli infortuni il nostro roster non era cosi profondo, hanno dovuto sostenere dei minutaggi sul ghiaccio molto alti ed il loro rendimento è stato sempre costante. Nel corso della stagione, poi, il roster si è allungato grazie anche all’acquisto di nuovi giocatori ed hanno potuto avere dei minutaggi un po’ meno pesanti. Posso dire, per riassumere, che hanno svolto un lavoro eccezionale dall’inizio fino al termine della stagione.
– Il prossimo anno alcuni team non saranno ai nastri di partenza della KHL, mentre dei nuovi team prenderanno il loro posto. Come vede la stagione che inizierà a breve?
Sarà una stagione molto interessante. Molti team sono migliorati e ci sarà una squadra che viene da una nazione con una grande tradizione hockeystica come la Finlandia. Sfortunatamente il prossimo anno la Repubblica Ceca non avrà la sua squadra in KHL, ma il fatto che i giocatori che componevano il roster del Praga si siano accasati in altre squadre, ha reso quest’ultime più forti. Il calendario delle partite è un’altra cosa che cambierà il prossimo anno, e questa è una cosa della quale noi allenatori dobbiamo tenere assolutamente conto per fare in modo che questo non influisca nella preparazione della squadra in base al numero di partite che andremo a giocare. E poi c’è da dire che anche la rivalità tra le squadre probabilmente aumenterà un po’, dal momento che col nuovo calendario ci si troverà ad affrontare più spesso le squadre che fanno parte della propria division.
– Un accenno, infine, al vostro training camp, per la prima volta qui a Cortina.
Come non godere della bellezza di questo posto? Ti guardi in giro e sei circondato dalle Dolomiti. Credo che i nostri giocatori possano essere molto motivati e stimolati da tutto l’ambiente che li circonda. Le attrezzature sono ottime, le persone sono molto disponibili, credo proprio che i giocatori siamo molto soddisfatti di essere qui e che lavoreranno molto bene nei prossimi 10 giorni.
PICCOLO PROFILO DI MIKE KEENAN
Nato nel 1949 in Ontario, Canada inizia ad allenare in NHL nella stagione 1984-85 alla guida dei Philadelphia Flyers dopo aver vinto, due anni prima, il Campionato AHL.
Alla prima stagione in NHL vince il premio come miglior coach dell’anno.
Da li una lunghissima carriera come Head Coach in NHL sulle panchine di Philadelphia Flyers, Chicago Blackhawks, St. Louis Blues, Vancouver Canucks, Boston Bruins, Florida Panthers, Calgary Flames ed un anno nei New York Rangers coi quali vince la Stanley Cup nella stagione 1993-94.
L’anno scorso l’inizio della sua avventura in KHL con il Metallurg Magnitogorsk e subito la conquista della Gagarin Cup (il corrispondente della Stanley Cup per l’NHL) ed il titolo come miglior allenatore della Stagione.


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